Lo Studio assiste discendenti della diaspora italiana (Argentina, Brasile, USA, Uruguay, Venezuela, Australia) e investitori esteri nelle pratiche di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis e nei procedimenti per investitori, residenza elettiva, dual citizenship. Disponibilità di assistenza in italiano, spagnolo, portoghese, inglese; comunicazione strutturata e prevedibile per la clientela internazionale.
La diaspora italiana è una delle più ampie del mondo: oltre 80 milioni di discendenti stimati nei paesi di emigrazione storica (Argentina ~24 milioni, Brasile ~30 milioni, USA ~17 milioni, Uruguay, Venezuela, Australia). Il diritto del sangue (ius sanguinis), riconosciuto dall'art. 1 L. 91/1992, consente alle generazioni discendenti — anche dopo molte generazioni — di ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana per nascita, con tutto ciò che ne consegue (passaporto, libertà di circolazione e residenza UE, accesso alle università italiane, eredità, partecipazione politica).
Il percorso è procedurale, non discrezionale. A differenza della naturalizzazione (dove l'autorità ha discrezionalità nel concedere), il riconoscimento iure sanguinis è un diritto che spetta automaticamente al discendente di cittadino italiano, salvo casi di interruzione della trasmissione (es. naturalizzazione dell'avo italiano in altro Stato prima della nascita del figlio). La pratica è documentale: certificati di nascita/matrimonio/morte di tutti gli ascendenti dell'avo italiano fino al richiedente, traduzioni asseverate e apostillate, ricostruzione della catena successoria.
Posizionamento dello Studio: pratiche giudiziali (Tribunale di Roma per i casi consolari, eventuale Corte d'Appello per riconoscimento iure sanguinis quando la via consolare è preclusa), assistenza alla pratica consolare in casi semplici (Buenos Aires, San Paolo, New York, Caracas), gestione casi linea materna pre-1948 (percorso giudiziale obbligatorio dopo Cass. SU 4466/2009). Comunicazione professionale in italiano, spagnolo, portoghese, inglese.
Sei aree strategiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana e per la clientela internazionale.
Riconoscimento per discendenti di cittadino italiano (anche emigrato), purché la trasmissione non sia stata interrotta. Identificazione dell'avo italiano emigrato, raccolta documenti generazionali, traduzioni asseverate, apostille convenzionali (Aja).
I discendenti per linea materna nati prima dell'1/1/1948 non possono accedere alla via amministrativa (Costituzione). Devono ricorrere al Tribunale di Roma (Cass. SU 4466/2009). Procedimento giudiziale specialistico, tempi 12-24 mesi.
Pratica davanti al Consolato italiano competente (residenza del richiedente). Tempi molto variabili a seconda della sede (Buenos Aires e San Paolo notoriamente lunghi: anche 5-10 anni). Documentazione locale di nascita/matrimonio/morte di tutti gli ascendenti.
Quando la via consolare è preclusa o eccessivamente lunga, ricorso al Tribunale Ordinario di Roma (sezione cittadinanza). Cass. SU 25317/2022 ha precisato la competenza esclusiva di Roma per i casi extra-UE.
Per chi non ha discendenza italiana: visto investitori (D.L. 50/2017, art. 26-bis) per investimenti in titoli di Stato (€2M), società italiane (€500k), startup innovative (€250k), filantropia (€1M). Residenza elettiva (D.M. 850/2011) per redditi passivi stabili. Permesso di soggiorno UE.
Naturalizzazione ordinaria (10 anni residenza legale art. 9 L. 91/1992, ridotti a 4 per UE, 5 per stranieri minorenni adottati o nati in Italia), naturalizzazione per matrimonio (art. 5 L. 91/1992: 2 anni residenza in Italia o 3 all'estero). Test lingua italiana B1.
Il chatbot specializzato dello Studio per la cittadinanza italiana iure sanguinis e le pratiche per investitori. Una valutazione orientativa riservata, prima di decidere come muoversi. Multilingue: scrivi in italiano, spagnolo, portoghese o inglese — risponderà nella tua lingua.
Identifichiamo l'avo italiano, la linea di trasmissione, eventuali interruzioni (naturalizzazione dell'avo prima della nascita del figlio). Decidiamo se procedere via consolare o giudiziale.
Liste dettagliate dei documenti da reperire (certificati di nascita/matrimonio/morte di tutti gli ascendenti), nei paesi esteri e in Italia. Coordinamento con corrispondenti locali se necessario. Apostille e traduzioni asseverate.
Deposito al Consolato competente o al Tribunale di Roma (per i casi pre-1948 o di via giudiziale). Gestione delle eventuali integrazioni richieste e dei procedimenti correlati (trascrizione atti AIRE).
Una volta ottenuto il riconoscimento: iscrizione AIRE, rilascio del passaporto italiano (carte di identità), assistenza in eventuali pratiche successive (cittadinanza per coniuge, figli, trascrizione matrimoni e nascite).
In linea di principio, non c'è un limite generazionale: la cittadinanza si trasmette automaticamente di padre in figlio (o di madre in figlio dal 1948) finché la catena non viene interrotta. L'interruzione tipica è la naturalizzazione dell'avo italiano in altro Stato prima della nascita del figlio (la naturalizzazione del padre faceva perdere la cittadinanza italiana e quindi la trasmissibilità al figlio già nato dopo la naturalizzazione). In assenza di interruzioni, casi con avi italiani emigrati nell'Ottocento sono perfettamente trattabili.
Dipende dal momento della naturalizzazione. Se l'avo si è naturalizzato prima della nascita del figlio italiano (suo discendente), la trasmissione si è interrotta e i discendenti successivi non hanno diritto al riconoscimento iure sanguinis. Se invece si è naturalizzato dopo la nascita del figlio, la cittadinanza italiana del figlio era già acquisita e si trasmette ai discendenti successivi. Per i casi pre-1992 vale anche la doppia cittadinanza ammessa retroattivamente per molte ipotesi (L. 91/1992 art. 17 ha sanato situazioni).
La legge sulla cittadinanza del 1912 non riconosceva alla donna italiana la facoltà di trasmettere la cittadinanza ai figli. L'articolo 1 della Costituzione (1948) ha introdotto l'eguaglianza tra uomo e donna. La Corte Costituzionale (sent. 87/1975) e la Cassazione (SS.UU. n. 4466/2009) hanno riconosciuto che le donne italiane hanno sempre trasmesso la cittadinanza ai figli, ma l'autorità amministrativa (Consolati, Comuni) non può procedere autonomamente al riconoscimento per i casi pre-1948 (è materia che richiede pronuncia giudiziale). Si ricorre quindi al Tribunale di Roma, con procedimento dedicato. Tempi tipici 12-24 mesi.
Variabili e tipicamente molto lunghe. Le sedi consolari della diaspora storica (Buenos Aires, San Paolo, Curitiba, Rosario, Caracas) gestiscono volumi enormi di pratiche e hanno code che vanno da 2 a 10 anni a seconda del momento. Per accelerare, è frequente la scelta di trasferire la residenza in Italia (rendendo competente il Comune italiano), o di ricorrere al Tribunale di Roma per la via giudiziale, anche per i casi che sarebbero amministrativamente trattabili. Cass. SU 25317/2022 ha confermato la competenza esclusiva del Tribunale di Roma per i casi extra-UE.
Diversi effetti concreti: (a) passaporto italiano con accesso a 191 paesi senza visto (uno dei più 'forti' al mondo); (b) libertà di circolazione, soggiorno, lavoro nell'UE (tutti i 27 Stati membri + Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Svizzera); (c) accesso alle università europee alle stesse condizioni dei nazionali; (d) diritto di voto in elezioni italiane (iscrizione AIRE) e UE; (e) acquisto di immobili in Italia senza restrizioni (per cittadini extra-UE alcune restrizioni); (f) eventuali diritti ereditari in successioni italiane; (g) doppia cittadinanza mantenuta (Italia ammette la doppia cittadinanza dal 1992).
I costi si articolano in: (a) onorario professionale dello Studio (parametri D.M. 55/2014 modificato dal D.M. 147/2022); (b) costi documentali: certificati locali (CABA, San Paolo, ecc.), traduzioni asseverate (in Italia: traduttori iscritti all'albo CTU), apostille; (c) costi consolari/giudiziari (contributo unificato per pratica giudiziale, marche da bollo); (d) eventuali viaggi in Italia per momenti specifici (non sempre necessari). Per il visto investitori, i costi sono strettamente in funzione del tipo di investimento scelto. Ogni pratica viene preventivata in dettaglio dopo il primo incontro orientativo.
Se sei un discendente della diaspora italiana che desidera ricostruire il proprio status di cittadino, o un investitore interessato alle opzioni di residenza italiana, scrivici. Riceverai una prima valutazione orientativa sulla praticabilità della tua situazione.