Diffamazione sui social, recensioni false, hate speech, revenge porn, doxing: ogni attacco alla tua reputazione digitale è un illecito perseguibile. Ogni ora di inazione è un'ora in cui il danno si propaga.
Lo Studio Legale Lizzani offre con ReputaShield una difesa legale d'élite per privati, professionisti, aziende e istituzioni: azione rapida, competenza tecnico-digitale, risultati concreti.
I Nostri Servizi
Un portafoglio completo di servizi legali premium per ogni forma di attacco alla reputazione online — dalla rimozione urgente dei contenuti al risarcimento del danno in sede civile e penale.
Tutela legale contro dichiarazioni lesive della reputazione pubblicate su social network (Facebook, Instagram, X, TikTok, YouTube), forum, blog, siti di news online e Google. Gestione dal reclamo alla piattaforma fino al procedimento penale ex art. 595 c.p.
Penale · CivileRimozione giudiziaria ed extragiudiziaria di recensioni mendaci su Google Business, Trustpilot, TripAdvisor e altre piattaforme. Azione per concorrenza sleale denigratoria ex art. 2598 c.c. e risarcimento del danno economico.
Commerciale · CivileDifesa specifica per medici, avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri e altri professionisti ordinistici oggetto di campagne diffamatorie che mettono a rischio l'iscrizione all'albo, la clientela e la carriera.
ProfessionistiProtezione della reputazione di PMI, società commerciali e brand da campagne di denigrazione, fake news aziendali, astroturfing e attacchi coordinati. Crisis management legale integrato con strategia di comunicazione.
Corporate · BrandProcedura di notice-and-takedown verso piattaforme e provider. Richieste di deindicizzazione a Google e altri motori di ricerca ai sensi del GDPR (Reg. UE 2016/679) e del diritto all'oblio sancito dalla Corte di Giustizia UE.
GDPR · PrivacyAzione legale contro contenuti d'odio, incitamento alla discriminazione razziale, religiosa, di genere o orientamento sessuale pubblicati online. Segnalazioni alle autorità e rimozione urgente ai sensi del D.Lgs. 215/2003 e 216/2003.
Penale · AntidiscriminazioneIntervento d'urgenza per la rimozione di immagini e video intimi diffusi senza consenso. Tutela penale ai sensi dell'art. 612-ter c.p. (introdotto dalla L. 69/2019), denuncia e richiesta di risarcimento. Massima riservatezza garantita.
Urgente · PenaleDifesa legale per vittime di cyberbullismo (L. 71/2017) e atti persecutori online ex art. 612-bis c.p. Procedura accelerata di rimozione contenuti, ordini di protezione e azione penale contro i responsabili.
Penale · MinoriTutela contro la pubblicazione non autorizzata di dati personali (doxing) e l'usurpazione dell'identità digitale. Azione ex art. 167 GDPR, art. 494 c.p. e art. 640-ter c.p. Rimozione dati e risarcimento.
Privacy · PenaleAssistenza legale a enti pubblici, amministrazioni comunali, ordini professionali e istituzioni oggetto di campagne diffamatorie, fake news istituzionali e attacchi reputazionali organizzati.
PA · IstituzioniAzione civile per il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale (danno all'immagine, danno morale, lucro cessante) ex artt. 2043 e 2059 c.c. Assistenza in sede di mediazione e nel procedimento giudiziario.
Civile · RisarcimentoGestione legale integrata di crisi reputazionali acute per manager, C-suite, imprenditori e figure pubbliche. Strategia multicanale di contenimento del danno, risposta legale immediata e piano di ripristino della reputazione.
Premium · StrategicoChi Tuteliamo
ReputaShield protegge ogni soggetto — individuo o istituzione — che subisce un attacco ingiusto alla propria reputazione digitale.
Vittime di diffamazione, hate speech, revenge porn, doxing o cyberstalking sui social network e nelle chat private.
Medici, avvocati, commercialisti, notai, architetti esposti ad attacchi alla reputazione professionale e a recensioni false.
Aziende vittime di denigrazione commerciale, fake review coordinate, fake news aziendali o concorrenza sleale online.
Dirigenti e amministratori delegati esposti a campagne diffamatorie mirate sui social media o su testate giornalistiche online.
Politici, influencer, atleti, artisti e figure pubbliche soggetti ad attacchi sistematici alla reputazione da parte di hater organizzati.
Enti pubblici, comuni, ordini professionali e istituzioni vittime di fake news istituzionali e campagne diffamatorie organizzate.
Il Nostro Metodo
Un approccio integrato che combina competenza giuridica avanzata, expertise tecnica digitale e strategia reputazionale per la massima efficacia.
Padronanza approfondita del diritto penale informatico, della normativa sulla privacy (GDPR), del diritto civile dei media e della giurisprudenza più recente in materia di reputazione digitale. Ogni azione è fondata su basi legali solide e aggiornate.
Conoscenza delle procedure di notice-and-takedown delle principali piattaforme, delle tecniche di cristallizzazione forense delle prove digitali, delle API dei motori di ricerca e dei meccanismi GDPR per la deindicizzazione. La tecnica è al servizio della legge.
Ogni caso è unico. Progettiamo una strategia personalizzata che bilancia l'azione legale con la gestione reputazionale, tutelando la riservatezza del cliente in ogni fase. La massima discrezione è un impegno deontologico irrinunciabile.
Come Lavoriamo
Analizziamo il tuo caso in maniera riservata e gratuita: tipologia di attacco, piattaforme coinvolte, identità (nota o anonima) dell'autore, prove già disponibili. Ti forniamo una valutazione preliminare chiara sulla percorribilità delle azioni legali.
Provvediamo immediatamente alla conservazione legalmente valida dei contenuti lesivi con metodologie forensi certificate, inclusa la marcatura temporale. Le prove così raccolte sono utilizzabili in sede giudiziaria civile e penale.
Inviamo diffide e richieste di rimozione immediate alle piattaforme, ai provider e — ove identificato — all'autore del contenuto. In caso di revenge porn o contenuti gravemente lesivi, attiviamo le procedure d'urgenza previste dalla legge (48 ore).
Se la via stragiudiziale non produce risultati, promuoviamo il procedimento più adeguato: querela penale per diffamazione aggravata, ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c. per la rimozione, azione civile per il risarcimento del danno.
Assistiamo nella ricostruzione della reputazione digitale attraverso le azioni legali previste (rettifica, diritto di risposta, deindicizzazione). Offriamo un servizio di monitoraggio continuativo per prevenire recidive e nuovi attacchi.
Il tuo assistente AI specializzato in tutela della reputazione digitale e diffamazione online. Ricevi una prima orientazione normativa immediata, disponibile in qualsiasi momento.
Domande Frequenti
La diffamazione online è integrata quando un soggetto, comunicando con più persone tramite internet (social, forum, blog, chat di gruppo), offende la reputazione di una persona assente. L'art. 595 c.p. prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni quando il mezzo è la rete, in quanto equiparato alla stampa. È necessario che il contenuto sia accessibile a una pluralità di persone e che vi sia l'elemento soggettivo della consapevolezza di ledere la reputazione altrui.
Le azioni immediate più importanti sono: 1) Non eliminare o modificare alcuna prova — lo farebbe l'autore, non la vittima. 2) Eseguire screenshot datati e possibilmente con notarizzazione digitale (es. tramite marcatura temporale). 3) Annotare URL, dati dell'account e timestamp. 4) Contattare immediatamente un avvocato. La tempestività è decisiva: l'autore potrebbe eliminare i contenuti e le prove andrebbero perdute. Interroga LexShield AI per una prima orientazione.
Sì. La via principale è la segnalazione alla piattaforma, che ha l'obbligo di valutarla (ma non sempre rimuove). Se la piattaforma non interviene, è possibile agire in sede civile per ottenere una inibitoria d'urgenza ex art. 700 c.p.c. e il risarcimento del danno commerciale. Se la recensione falsa è stata pubblicata da un concorrente, si configura anche l'illecito di concorrenza sleale denigratoria ex art. 2598 n. 2 c.c. Il GDPR offre inoltre un percorso alternativo per dati personali inesatti.
Sì, il cosiddetto revenge porn è reato autonomo in Italia dal 2019. L'art. 612-ter c.p. (introdotto dalla L. 69/2019 "Codice Rosso") punisce chiunque distribuisca immagini o video sessualmente espliciti realizzati con il consenso della persona, ma diffusi senza il suo consenso, con la reclusione da 1 a 6 anni e multa da 5.000 a 15.000 euro. La pena è aggravata se i fatti sono commessi da partner o ex partner. La vittima può inoltre richiedere la rimozione d'urgenza dei contenuti entro 48 ore.
Il diritto all'oblio — sancito dalla Corte di Giustizia UE con la sentenza Google Spain (2014) e codificato nell'art. 17 del GDPR — consente a ogni individuo di richiedere ai motori di ricerca la deindicizzazione di link contenenti informazioni obsolete, irrilevanti o non più necessarie rispetto alle finalità originarie. La richiesta va inoltrata direttamente al motore di ricerca (Google ha un apposito form) e, in caso di diniego, si può ricorrere al Garante Privacy. Non elimina il contenuto dalla fonte originale, ma lo rende non trovabile tramite ricerche nominative.
Assolutamente sì. Chi subisce diffamazione online può agire in sede civile per ottenere il risarcimento di: danno patrimoniale (perdita di clientela, mancati contratti, costi di gestione della crisi), danno non patrimoniale (danno morale, danno all'immagine, danno biologico da stress), e danno da lesione della reputazione professionale. I tribunali italiani hanno riconosciuto risarcimenti significativi anche per danni da diffamazione su social network. La quantificazione dipende dalla gravità del caso, dalla diffusione del contenuto e dall'identificabilità dell'autore.
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La prima consulenza è gratuita e riservata. Analizziamo il tuo caso, valutiamo le prove disponibili e ti forniamo un piano d'azione chiaro — senza impegno. Interveniamo in tutta Italia.